Nyctor Manifesto

Metropolis (1927). Directed by Fritz Lang

 1. L’Homo sapiens non esiste piùCavi, fili, tasti, joystick, joypad, campi elettromagnetici, elettrici, radiali, semiosferici, narratologici, ancorano l’uomo alla media macchinario producendo un vincolo in loop senza fine di temporaneo piacere seguito da temporaneo superamento d’angoscia

  2. L’homo sapiens è diventato un semi-uomoIl corpo umano concede i suoi contrassegni all’ apparato tecnologico, che di ritorno innesta i propri in quelli del corpo. Il vincolo che esiste tra loro è quello che si crea tra un soggetto e la sua immagine rispecchiata: ciò che avviene al posseduto avviene perché avviene alla macchina che lo possiede e quindi ne è posseduto.

3. E’ germogliato l’homo technologicus. La macchina intesa prima come cinematografo, in grado di “rapire” la mente per qualche ora, oggi intesa come televisione (piccolo schermo), che consente un continuo accesso ad un mondo fantastico ed irreale-iperreale, domani intesa come videogame il quale, a differenza del cinema e della televisione, aggiunge alla vista e all’ udito la dimensione della tattilità, quindi dell’ INTERAGIBILITA’ con conseguente capacità di totale modifica di qualsiasi cosa, estendendo il grado di partecipazione del corpo al processo comunicativo. Il media videogame è quindi fondamentale per capire la natura dei nuovi media; perchè il giro d’affari legato al videogame a livello globale è di oltre dodici miliardi di dollari, contro i nove miliardi e mezzo degli incassi al botteghino dell’ industria cinematografica, gli undici di quella musicale. E perche’ il nuovo media nasce direttamente elettronico, quindi DIGITALE. Digitale vuol dire quindi INTERATTIVITA’ ed i nuovi media sfruttano del digitale proprio l’apertura al possibile, l’interazione fisiologica tra l’uomo e la macchina; il gioco tecnologico indica nuovi obiettivi sia formali sia culturali al digitale. 

La condizione necessaria per questo rapporto soggetto uomo-soggetto macchina è la simbiosi, ovvero la forma primitiva della transitività assoluta tra due soggetti, che implica la“perdita dei confini dell’ Io”. Ed è in quest’ esperienza che la fascinazione estatica dei media visivi affonda i suoi fili invisibili elettro-carnali. Il possedere-essere posseduti, tipico del rapporto neonato-madre diventa la configurazione emotivo-affettiva che governa l’interazione di chi si immerge nei media visivi, l’influenza reciproca dell’utente-giocatore con la macchina visiva-giocante e con le fabulae ILLIMITATE  che essa racconta in lui. Film dopo film, gioco dopo gioco, l’essere umano ripete quell’ abbandono dell’ Io alla matrice simbiotica che il Noi-macchina giocante consente.

Nyctor 2004

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