La Paura Della Morte

3_sito3490itoScopri che il mondo può’ fare a meno di te. Scopri che non sei nessuno ed e’ forse una cosa bella, bellissima.

La morte non e’ poi una cosa così’ astratta e lontana. Fa paura quel giorno perché’ sai che non c’e’ rimedio, e’ li’ nel tuo calendario, e non potrai prendere tu l’appuntamento. Sara’ lei  a deciderlo.

Lei come una donna per me, come l’immensa strada che ha dimenticato l’arrivo.

Questa e’ la mia concezione della vita. Larga, lunga, piena di polvere ed all’ombra di tenebre che noi consideriamo paure, rabbia.

Fino a quando vivro’ manterro’ me stesso nel più’ normale dei modi. La normalità’ e’ proprio cio’ che mi ha reso nessuno. L’opposto lo vedo nei ragazzini, nell’io quando ero bambino, adolescente, sedicenne con il vizio di pensare troppo a me stesso, di considerarmi unico ed immortale.

L’Ego e’ parte dell’infanzia. E’ matematica per me. E non fidarsi mai di quei bambini che sembrano dolci, altruisti. Come li chiamo io, secchioni. La società’ li considera già’ formati e pronti a diffondere il loro amore esteriore, in quei sorrisi televisivi pieni di perfezione.

Bhe’ quei bambini sono per me i peggiori. Loro nascondono molti più’ complessi legati alla famiglia di un qualsiasi altro essere umano stuprato dalla famiglia stessa.

Le persone che mi piacciono sono quelle normali ed io voglio provare ad imitarne la normalità’. Loro si’ che hanno la scorza, superano i problemi con incredibile forza. senza farne drammi di sorta. Loro danno alla vita la normalità’ e quindi l’equilibrio, il rispetto dell’anima e dell’essere stesso. La vita li ricambia circondandone la vita di normali cose, abitudini oggetti del non-desiderio. E’ incredibile.

E come per magia a loro la morte non fa paura, il loro cervello ha già’ analizzato a tempo suo ed analizzerà’ ancora quando ne arriverà’ l’ora.

Sarebbe bellissimo se fosse cosi’ anche per me. Ci provo. Chiedo al cervello risposte ma a volte mi fugge via perché ha il potere di entrare con facilita’ a contatto con la linea del tempo che appunto corre troppo veloce per noi piccoli uomini e soprattutto si muove in direzione inversa dalla nostra vita stessa.

Soluzioni alla notte non ce ne sono, dovrò’ affrontare questi pensieri di tanto in tanto. Ricordo esattamente che l’ultima volta in cui ebbi la grande paura di morire avevo 10 anni, e coincideva con il bellissimo viaggio che feci con mio padre a Parigi.

Avevo un libro blu da leggere con delle figure e disegni di cartoni, un buon contraltare alle mie visioni scure di quando eravamo nella stanza dell’ostello dove, mentre mio padre russava e dormiva dopo una lunga giornata tra musei ed immagini gotiche in quella citta’ io dovevo affrontare la paura della morte. Calcolavo gli anni nel letto, avevo 10 anni ed a 20 avrei vissuto già’ un quarto della vita, ero certo che sarei diventato vecchio subito. Mangiare un pezzo grosso di torta e non saziarsi, volerne di più’. Lo so adesso che ho vissuto un terzo e più’ della vita e la paura di non essere mai sazio e’ tornata, 20 anni dopo.

Alla mia anima chiedo di trovare la fonte di questa paura ed aiutare il mio cervello a curarla. La soluzione e’ molto semplice, lo so per certo. Anche perché’ non si può’ scampare alla vita esattamente come non si può’ scappare alla morte.

Nyctor. LA – Nov 2014

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